Programma: Mar / Mer / Gio / Sab / Dom 10 - 18 | Ven 10 - 21 | Lun chiuso
Biglietti: £ 17
E-mail:
Luogo: Royal Academy of Arts
Indirizzo: Burlington House, Piccadilly, London W1J 0BD
Prima di Venezia, prima di Jackson Pollock, prima ancora della nascita del mito della grande collezionista americana, Peggy Guggenheim attraversò Londra cercando di costruire uno spazio per l’arte d’avanguardia europea. È questo il periodo al centro di Peggy Guggenheim in London: The Making of a Collector, mostra in programma alla Royal Academy of Arts dal 21 novembre 2026 al 14 marzo 2027. L’esposizione ricostruisce il periodo trascorso da Guggenheim nella capitale britannica tra il 1938 e il 1939, quando aprì la galleria Guggenheim Jeune in Cork Street, a Mayfair. In meno di due anni quello spazio ospitò mostre dedicate a figure come Wassily Kandinsky, Jean Cocteau e ai surrealisti europei, diventando uno dei principali punti di riferimento per l’arte moderna internazionale nella Londra prebellica. Secondo i curatori Gražina Subelytė e Simon Grant, la mostra intende concentrarsi non soltanto sulle opere esposte, ma anche sul processo attraverso cui Peggy Guggenheim costruì la propria identità di collezionista e promotrice culturale. Lettere, fotografie, cataloghi, documenti d’archivio e opere d’arte raccontano il momento in cui Guggenheim iniziò a definire una rete internazionale di artisti, critici e mercanti destinata a influenzare profondamente la storia dell’arte del Novecento. La mostra nasce alla Peggy Guggenheim Collection, dove è stata presentata nella primavera del 2026, e proseguirà successivamente al Solomon R. Guggenheim Museum nel 2027. Il passaggio londinese assume però un significato particolare, perché riporta la vicenda di Guggenheim nei luoghi in cui prese forma il suo primo progetto espositivo autonomo. Il percorso affronta anche il clima politico e culturale dell’Europa alla vigilia della guerra. Molti degli artisti sostenuti da Guggenheim erano rifugiati, esuli o figure in fuga dai totalitarismi europei. La galleria londinese diventò così non soltanto uno spazio commerciale, ma anche un punto di incontro per una comunità artistica segnata dall’instabilità politica del tempo. Più che celebrare la figura di Peggy Guggenheim come icona del collezionismo, la mostra sembra interessata ad evidenziare il lato operativo e spesso precario della costruzione di una scena culturale: le trattative con gli artisti, l’organizzazione delle esposizioni, le difficoltà economiche e il tentativo di introdurre il surrealismo e l’astrazione in una Londra ancora legata a modelli più tradizionali.
Dal 1° ottobre 2026 il British Museum dedica una grande mostra alla Corea, la prima in oltre quarant'anni. Attraverso oltre duemila anni di storia, l'esposizione riunisce tesori provenienti dai principali musei coreani e dalla celebre Collezione Lee Kun-hee. Un viaggio che attraversa antiche corone d'oro, ceramiche, dipinti buddhisti e arte contemporanea.
Le sorelle Wulz e la reinvenzione della fotografia italiana
Una mostra che ripercorre la vicenda di Wanda e Marion Wulz, protagoniste della fotografia italiana del Novecento. Attraverso ritratti, sperimentazioni futuriste e immagini della vita triestina, l'esposizione racconta il lavoro di due artiste che seppero coniugare ricerca e professione.
Una mostra dedicata a Kandinsky e agli artisti dell'Espressionismo tedesco che intende raccontare “una storia alternativa della modernità”, diversa da quella centrata sulla tradizione francese che ha dominato gran parte della narrazione sull’arte moderna europea.