La rivoluzione Eileen Agar alla Whitechapel Gallery

La rivoluzione Eileen Agar alla Whitechapel Gallery
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“Ho passato tutta la mia vita a ribellarmi alle convenzioni, cercando di portare colore e luce e un senso di mistero nell'esistenza quotidiana. Bisogna avere fame di nuovi colori, nuove forme e nuove possibilità di scoperta”. Possibilità con le quali, ballando sui tetti di Parigi, condividendo idee con Pablo Picasso o raccogliendo stelle marine sulle spiagge della Cornovaglia, Eileen Agar ha trasformato il quotidiano in straordinario. Lo stile unico della pittrice e fotografa surrealista, che ha abbracciato agilmente pittura, collage, scultura, e persino i cappelli da cerimonia, fondendo l’astrazione con le immagini dell'arte classica, del mondo naturale e del piacere sessuale, brilla nel percorso Angel of Anarchy alla Whitechapel Gallery. Nelle sale della galleria londinese galoppa la rivoluzionaria carriera di Eileen, dagli anni Venti ai Novanta. Dai primi lavori, frutto dei suoi esperimenti con il Cubismo, alle sue successive composizioni di astrazione lirica, oltre 150 opere in prestito da importanti collezioni pubbliche e private, inclusi materiali d’archivio recentemente scoperti, svelano Agar come uno dei volti più dinamici, audaci e prolifici di quella generazione che includeva gli amici Andre Breton, Dora Maar, Lee Miller, Man Ray. Il titolo della mostra dedicata all’artista - che si distinse fra i surrealisti britannici sperimentando tecniche e materiali nuovi, realizzando collage, oggetti e dipinti dalle forme organiche astratte - è un omaggio a L'Angelo dell'anarchia, una delle sue opere più celebri, realizzata con diversi materiali tra il 1936 e il 1940.
Samantha De Martin - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel London