Le Mani d’Oro di Georg Baselitz sfidano l’Oscurità

Le Mani d’Oro di Georg Baselitz sfidano l’Oscurità
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Georg Baselitz non si arrende: a 82 anni suonati continua a sperimentare nuove tecniche, dipingendo piegato in due sul pavimento. Il suo primo nemico sono i cliché: da quando scandalizzò Berlino Ovest con la Grande notte nel secchio (1963), non si è mai stancato di abbattere i confini, di sfidare le convenzioni in un mondo che oggi giudica bloccato dalla paura e intorpidito dalla povertà culturale. “La provocazione è la vera meraviglia dell’arte”, ha detto: “Sento un diavolo che si agita dentro di me e non riesco a fermarlo. Provocare per me è un esorcismo”. Baselitz provoca con la mente e con il colore sulla tela, quasi una protesi del suo corpo. Accade con i celebri dipinti “fratturati”, con i quadri capovolti e con gli iconici Eroi, laceri reduci di una storia senza certezze. Già in queste opere è forte l’interesse di Baselitz per le mani, ora al centro di una nuova serie di lavori e di una mostra alla White Cube’s Mason’s Yard. Disegni a inchiostro su carta tracciano i gesti espressivi e le pieghe intricate della pelle dell’artista, che non ha mai nascosto la sua età, mentre sulla tela le impronte di mani dorate contrastano con il fondo scuro, concedendo finalmente qualcosa all’astrazione.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel London