La National Gallery celebra un ricongiungimento speciale nel segno di Bellotto

La National Gallery celebra un ricongiungimento speciale nel segno di Bellotto
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Un tempo trascurato dalla più luminosa fama dello zio e maestro Canaletto, con il quale si formò a Venezia, Bellotto sarà ospite speciale della Sala 1 della National Gallery con una mostra che accende i riflettori su un’importante acquisizione del 2017 da parte della galleria londinese. La Fortezza di Königstein dal Nord (1756-1758) rappresenta infatti la prima veduta tedesca del XVIII secolo ad entrare in collezione. Per apprezzare l’unicità di questo appuntamento facciamo un passo indietro, precisamente al 1756, quando Augusto III, elettore di Sassonia e re di Polonia, commissionò al pittore i cinque dipinti come parte di una serie più ampia di trenta vedute di Dresda e dintorni. Nonostante Bellotto avesse già ricevuto il compenso per il suo lavoro, i quadri, sebbene ultimati, non furono mai consegnati al committente per via della Guerra dei Sette Anni. Arrivate probabilmente in Gran Bretagna quando il pittore era ancora in vita, fino al 1991, queste vedute si trovavano distribuite in tre diverse collezioni britanniche: la Collezione Derby, la National Gallery of Art di Washington DC e la Manchester Art Gallery. A scrutarla, la Fortezza di Königstein, a Sud-Est di Dresda, sembra esser rimasta intatta dai tempi di Bellotto. I cinque dipinti la immortalano catturandone i dettagli, dai muri di pietra ai soldati lungo i bastioni, alle donne intente a stendere il bucato nel cortile. Applicando ciò che aveva appreso a Venezia alle originalissime rappresentazioni panoramiche del Nord Europa, Bellotto portò la tradizione della veduta in una direzione del tutto nuova, come dimostrano le sue creazioni, simili a moderne fotografie. Come muovendosi all’interno della fortezza, i visitatori potranno ammirare il monumento di Königstein apprezzando il contrasto tra la calma pastorale dei suoi dintorni e il trambusto della vita quotidiana al suo interno.
Samantha De Martin - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel London