L’Editto del Paradiso: Michael Armitage alla Royal Academy of Art

L’Editto del Paradiso: Michael Armitage alla Royal Academy of Art
#Exhibitions

Dipinti, paesaggi, figure spettrali animano le sale della Royal Academy of Art dei linguaggi di Michael Armitage. Attingendo dall’arte dell'Africa orientale ed europea - da Elimo Njau a Jak Katarikawe, da Tiziano a Paul Gauguin - l’artista keniano, classe 1984, mette in discussione norme sociali e cliché culturali, l'ideologia religiosa e la politica culturale. Per farlo ricorre a 15 opere su larga scala che affianca ad una selezione di circa 35 lavori di sei artisti dell'Africa orientale attivi tra gli anni Sessanta e Novanta, molti autodidatti, scelti da Armitage. La memoria personale incontra la stringente attualità raccontata dai media, tessendo un immaginario caratterizzato da violenza e disagio, ma in cui non manca la speranza. Paradise Edict copre gli ultimi sette anni di lavoro di Armitage, accompagnando il pubblico attraverso paesaggi, figure allegoriche e una serie di dipinti ispirati alle elezioni in Kenya del 2017. La corteccia di Lubugo sostituisce la tela, come un irregolare tessuto. L’artista utilizza, per dipingere, questo materiale tradizionalmente ricavato in Uganda dalla corteccia interna dell’Albero di “Mutuba”, una sorta di "panno funebre" adoperato per scopi cerimoniali. Ne fa un possibile luogo di emancipazione dalla tradizione europea. Nei suoi lavori le dinamiche di potere, la sessualità, il legame tra retorica politica e religiosa si intrecciano all’osservazione attenta della gestualità e delle espressioni umane.
Samantha De Martin - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel London