Gli scatti di Roger Fenton in mostra alla Queen’s Gallery

Gli scatti di Roger Fenton in mostra alla Queen’s Gallery
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Quando Roger Fenton arrivò in Crimea nel marzo del 1855 per fotografare la guerra, quella campagna che per dodici mesi aveva sferzato uomini e mezzi aveva già fatto il suo corso. Eppure quegli scatti che hanno immortalato la fatica delle truppe esauste e la desolazione dei paesaggi sarebbero diventati alcuni dei più significativi resoconti visivi del conflitto, dando vita al genere della fotografia di guerra. Ad esplorare la realtà del conflitto, ma anche lo stretto rapporto tra la famiglia reale e i combattenti che hanno servito il paese in battaglia, è la mostra Fenton's Photographs of the Crimea, 1855, in corso alla Queen's Gallery. La guerra di Crimea aveva visto Gran Bretagna, Francia, Regno di Sardegna e Impero Ottomano alleati contro il tentativo della Russia di espandere la propria influenza nel territorio ottomano. L'impatto del conflitto sul pubblico vittoriano fu immenso. Solo l'avvento della fotografia riuscì a consentire al pubblico di assistere per la prima volta alla guerra, quasi come fosse sul campo di battaglia. Godeva già di una certa fama, Fenton quando viaggiò in Crimea, offrendosi volontario dopo che il governo inglese chiese aiuto alla Royal Photographic Society per avviare una missione fotografica. Vi trascorse tre mesi producendo circa 360 fotografie, viaggiando e lavorando in una sorta di camera oscura mobile che aveva ricavato nel furgone di un mercante di vini. E anche se la sensibilità vittoriana impedì a Fenton di riprodurre scene di battaglia e di morte, il fotografo riuscì bene a evocare il potere distruttivo della guerra attraverso scatti dominati da terre desolate.
Samantha De Martin - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London