Nel segno di Narciso: Freud incontra Dalí

Nel segno di Narciso: Freud incontra Dalí
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Era ancora uno studente Salvador Dalí quando si imbatté nell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud: in seguito riferirà di esser stato subito “catturato dal vizio dell’autoanalisi”, cui sappiamo essersi aggiunto presto quello della pittura surrealista. Per lungo tempo l’istrionico artista catalano sognò di incontrare il padre della psicoanalisi, fino a quando nel 1938 Freud si rifugiò a Londra a causa dell’occupazione nazista di Vienna. Nella capitale britannica ebbe luogo l’unico incontro tra due grandi protagonisti del XX secolo: Dalí portò con sé il quadro La Metamorfosi di Narciso, sperando di intavolare una discussione sul narcisismo e di poter illustrare all’altro il suo metodo artistico “paranoico-critico”. Poi ritrasse il suo guru dal vivo, in una serie di memorabili schizzi. A 80 anni da questo fatidico incontro, il Freud Museum esplora i rapporti tra il medico e l’artista in una mostra ricca di spunti: intorno alla Metamorfosi di Narciso concessa in prestito dalla Tate Gallery, si dispongono dipinti, disegni, stampe, foto d’epoca, ma anche lettere e testi vergati dal pittore, nonché documenti tratti dall’archivio di Freud utili a far luce sui suoi sentimenti verso Dalí. E per approfondire l’argomento, il museo propone un denso programma di incontri e conferenze alla scoperta delle relazioni tra Freud e l’arte.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel London