Visioni dell’Io: l’autoritratto da Rembrandt a Damien Hirst

Visioni dell’Io: l’autoritratto da Rembrandt a Damien Hirst
#Art

Nell’Anno di Rembrandt, Gagosian rende omaggio al maestro olandese con una grande mostra. Al centro del progetto, l’Autoritratto con due cerchi proveniente da Keenwood House, che approda a Grosvenor Hill grazie al recente accordo tra la galleria internazionale e la fondazione English Heritage. Oltre a rappresentare un capolavoro degli ultimi anni di Rembrandt van Rijn, il dipinto testimonia lo straordinario interesse mostrato dal pittore per il genere dell’autoritratto: nella sua vita ne realizzò più di 40, sviluppando via via uno stile sempre più personale e introspettivo. Non è quindi un caso che l’eccezionale permanenza del quadro da Gagosian diventi occasione per riflettere sulla rappresentazione del sé, in un viaggio oltre il tempo che dal Secolo d’Oro della pittura olandese si protende fino ai nostri giorni. L’immagine dell’anziano Rembrandt al lavoro con tavolozza e pennelli, davanti a due cerchi dal significato ancora oscuro, dialoga con autoritratti firmati da Pablo Picasso e da Francis Bacon, da Lucian Freud e da Jean-Michel Basquiat, per arrivare ad artisti viventi come Georg Baselitz, Damien Hirst, Giuseppe Penone, Cindy Sherman. Ciliegina sulla torta, un’opera inedita che la pittrice britannica Jenny Saville ha creato per l’occasione, in risposta al capolavoro dipinto 354 anni fa.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel London