Casa Malaparte rivive alla Gagosian

Casa Malaparte rivive alla Gagosian
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“Casa come me”. Così fu battezzata da Curt Erich Suckert, in arte Curzio Malaparte, la dimora sospesa tra la vegetazione lussureggiante di Capri e gli scintillanti bagliori del Mar Tirreno. Quando, nel 1937 lo scrittore di Prato fece realizzare la sua villa, volle davvero che questo edificio, posto in un cantuccio appartato dell’isola, sospeso sulla sommità di un panoramico promontorio, costituisse il riflesso della sua indole. Benvenuti a Casa Malaparte, la villa progettata nella sua interezza, dal pavimento ai mobili, dal celebre saggista di Prato, intrisa di influenze classiche e moderniste a dialogo sotto il medesimo tetto, cariche di un inimitabile afflato drammatico. Con il suo frangivento bianco che si incurva lungo la terrazza, Casa Malaparte emana il respiro del suo creatore, celebre per i suoi estremismi ideologici, religiosi e politici e attivo tra i circoli artistici e letterari d'avanguardia del suo tempo. Dal 1957, anno della morte della penna di Kaputt e La pelle, la casa vive come un piccolo gioiello architettonico fonte di ispirazione per artisti e designer contemporanei. Fino al 19 settembre una piccola parte di questa celebre dimora rivive tra le sale della Gagosian grazie a Tommaso Rositani Suckert, il più giovane discendente dello scrittore, che ha realizzato le riproduzioni di alcuni pezzi chiave dell'arredamento di Casa Malaparte. Si tratta di un tavolo, di una panca e di una consolle fabbricati in Italia, realizzati con un’elegante lastra di noce massello con supporti in materiali differenti. Il tavolo poggia su una coppia di colonne scolpite in legno massello, la panca è adagiata su capitelli di colonna tagliati in marmo di Carrara, mentre i capitelli della consolle sono in pietra di tufo. Ciascun elemento esibisce motivi familiari dal ricco passato classico dell'Italia, associati a moderne forme minimaliste. La galleria di Davies Street sarà allestita per assomigliare il più possibile alla sala principale di Casa Malaparte, diventando così quel salone con pavimento in pietra con vista sull'oceano immortalato nel film Il disprezzo di Jean-Luc Godard.
Samantha De Martin - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel London