Fondazione Luigi Rovati apre un varco di tremila anni e invita il pubblico a guardare i Giochi Olimpici con gli occhi del tempo. La nuova mostra, concepita in dialogo con Losanna - città dove batte il cuore del movimento olimpico - intreccia reperti del mondo antico e icone dei Giochi moderni, rivelando come lo stesso impulso alla competizione, alla pace e alla bellezza attraversi le epoche senza esaurirsi. Il percorso mette in relazione oggetti che raramente condividono lo stesso spazio: vasi greci che narrano gare di corsa e lotta, bronzi etruschi dedicati agli dei protettori degli atleti;, sculture romane che celebrano il corpo come misura dell’armonia. Accanto ad essi, medaglie, attestati, fiaccole e strumenti sportivi provenienti dal Museo Olimpico testimoniano l’evoluzione del gesto atletico: dai primi guantoni di boxe custoditi dall’eredità di Coubertin alla celebre maglia di Usain Bolt dei Giochi di Beijing 2008, in prestito per la prima volta. Il momento più raro è l’arrivo della Tomba delle Olimpiadi (530-520 a.C.), straordinario documento figurativo dei giochi etruschi, con pitture murali che sembrano ancora vibrare di movimento. Attraverso cinque sezioni, la mostra racconta una storia di continuità e trasformazione: dagli antichi giochi riservati ad un’élite maschile alle conquiste dell’inclusione moderna, fino alla parità di genere raggiunta a Parigi 2024. È un viaggio che restituisce il senso profondo dell’ideale olimpico - un’idea di umanità che si reinventa, ma non perde mai la sua tensione verso l’eccellenza e la convivenza pacifica. La mostra si inserisce nel panorama della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026, ricordando che lo sport, prima di essere competizione, è sempre stato un linguaggio universale capace di raccontare chi siamo.
L’eleganza senza tempo di Giorgio Armani Privé incanta Milano
Una mostra celebra l’haute couture di Giorgio Armani Privé: abiti iconici, preziosi dettagli artigianali e l’inconfondibile eleganza che rende ogni creazione senza tempo.
Dal Big Bang a oggi, ai Giardini Indro Montanelli alla scoperta del Pianeta Terra
Un viaggio nel tempo, tra reale e virtuale, prende forma nel parco pubblico di Porta Venezia grazie a un’esperienza immersiva spettacolare dedicata al Pianeta Terra.
Dodici busti in gesso di Antonio Canova, ritrovati in una villa veneta e restaurati, sono al centro di una mostra alla Pinacoteca di Brera che celebra la scultura neoclassica e il ritorno della Vestale in marmo.
Fragile e magnetica, una giovane donna fissa lo spettatore oltre la tela: nemmeno il suo autore riuscì a separarsi dal ritratto di Concha Emiliana de Ossa, oggi nelle collezioni della Pinacoteca di Brera.