Albrecht Dürer, il mago dell’incisione

Albrecht Dürer, il mago dell’incisione
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A più di cinquecento anni dal suo primo viaggio nel Belpaese, Albrecht Dürer torna ancora in Italia, dove per la prima volta si sentì fiero di essere artista. Tra i massimi incisori di tutti i tempi, il maestro tedesco è ora protagonista di un imperdibile evento espositivo che nello storico Palazzo Cicogna celebra i 30 anni della Galleria Salamon. In mostra una preziosa selezione di 15 bulini, che comprende alcuni dei suoi capolavori dell’artista: Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo, il San Gerolamo nella cella e l’iconica Melencolia I, tutti insieme noti come Trittico Meisterstiche. In evidenza i dettagli naturalistici e un labirinto di significati allegorici, uniti al virtuosismo di uno sperimentatore pieno di curiosità che trovò nell’incisione la forma più congeniale al proprio sguardo. Primo a intuire la potenza comunicativa dell’arte replicabile, Dürer offrì a un pubblico insolitamente vasto un’originale sintesi dei fermenti culturali dell’epoca: le nuove idee della Riforma Protestante, ma anche il suo grande interesse per la natura, senza dimenticare la medicina, la matematica, le tecniche di guerra e i temi filosofici che infiammavano il dibattito tra gli umanisti. Grazie alle sue incisioni anche la sfera popolare entra nella grande arte: contadini, viandanti, dame e cavalieri di lignaggio minore popolano inedite scene di vita quotidiana che spiccano per vividezza e gusto dei particolari.
Francesca Grego - © 2018 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano