L’arte indiana contemporanea arriva al PAC

L’arte indiana contemporanea arriva al PAC
#Exhibitions
India. Di bagliori e fughe | Foto: Nico Covre | Courtesy PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea

L’India contemporanea non è un luogo: è un vortice. Un territorio dove memorie, traumi e desideri si contorcono come correnti sotterranee. È da questa vertigine che il PAC costruisce una grande collettiva che esplora il modo in cui l’arte indiana risponde alle fratture - storiche, sociali, politiche - trasformandole in visioni capaci di risuonare ovunque nel mondo. La mostra si apre come un mosaico in movimento. I ricami kantha, cuciti a partire dalle vite domestiche, diventano archivi affettivi; i paesaggi sospesi del Kashmir rivelano una geografia contesa; il corpo, filtrato attraverso il linguaggio medico, si fa terreno di controllo e inquietudine. Le storie del Bengala intrecciate all’Italia fascista mostrano come le ideologie attraversino oceani e generazioni, mentre manufatti coloniali e dipinti della Compagnia delle Indie rivelano forme di ribellione sopravvissute negli oggetti quotidiani. Nodi e reti connettono spazi artist-run di diverse latitudini, murales interrogano la persistenza delle caste, e foreste del Kerala emergono come luoghi liminali dove vita e aldilà coesistono. Cosmografie e bestiari deformati raccontano i mostri che continuiamo a generare. Il ritmo dell'esposizione è costruito attraverso media diversi - pittura, video, sculture, performance - che insieme incarnano la tensione tra fragilità e resistenza. Le opere non descrivono solo un Paese: propongono vie di fuga, immaginano futuri aperti, mostrano come la creatività possa diventare un antidoto alla paura.
Viola Canova - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano