Dalle caramiche ai Teatrini: l'arte di Lucio Fontana

Dalle caramiche ai Teatrini: l'arte di Lucio Fontana
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Lucio Fontana. Oltre la superficie | Courtesy Brun Fine Art

La Brun Fine Art offre un focus sull’artista che ha riscritto la grammatica dello spazio nel secondo dopoguerra. La mostra ripercorre gli anni ’50-’60, quando Milano diventa cantiere d’avanguardia e Fontana guida lo Spazialismo, superando i confini tra pittura, scultura e architettura. In apertura, le cosiddette ceramiche: piatti e piccole sculture realizzati ad Albissola dal 1949, incisi, forati e smaltati come prove di energia materica, tra questi tre piatti del 1949-1950 (natura morta, Corrida, Battaglia), tre Crocifissi e un raro bozzetto del 1958 per la facciata della Chiesa dell’Assunta a Celle Ligure, dove le figure sembrano spingersi fuori dal supporto. Il percorso approda ai Concetti spaziali, Attese degli anni Sessanta (fondi rosso, blu, bianco), fenditure nette che trasformano la tela in soglia. In dialogo, una rara consolle dei primi Cinquanta progettata con Osvaldo Borsani, ponte tra artigianato e design industriale. Chiusura con i Teatrini, cornici sagomate che incorniciano monocromi forati: piccole architetture visive che invitano a guardare oltre, là dove la superficie si apre sull’infinito.
Viola Canova - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano