Mimmo Paladino: il silenzio dei Dormienti e la forma del mito

Mimmo Paladino: il silenzio dei Dormienti e la forma del mito
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Paladino | Courtesy Palazzo Citterio

Figura centrale dell’arte italiana contemporanea, Mimmo Paladino ha costruito negli ultimi decenni un linguaggio riconoscibile, sospeso tra mito, memoria e materia. La sua ricerca, nata negli anni Settanta in dialogo critico con le avanguardie, si è progressivamente orientata verso un immaginario arcaico, dove simboli e figure evocano una dimensione fuori dal tempo.
A Milano, nella Sala Stirling di Palazzo Citterio, l’artista torna con un progetto immersivo dedicato ai Dormienti, tra le sue opere più emblematiche. Trentadue sculture in terracotta, distese in posizione fetale, abitano lo spazio come presenze silenziose: corpi sospesi tra sonno e veglia, tra vita e memoria. L’installazione si configura come un paesaggio quasi teatrale, attraversabile liberamente, in cui il visitatore è chiamato a muoversi e a sostare, entrando in relazione con le opere. Queste figure, che evocano tanto le tracce di Pompei quanto i disegni di Henry Moore, non raccontano una tragedia, ma una quiete enigmatica, carica di introspezione. Ad accompagnarle, una dimensione sonora amplifica l’esperienza, trasformando lo spazio in un ambiente percettivo totale. A completare il percorso, un nucleo di disegni del 1973 rivela l’origine della poetica di Paladino: il segno come primo gesto, il mito come fonte inesauribile. Ne emerge una visione coerente, in cui l’opera non occupa lo spazio, ma lo trasforma.
Viola Canova - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano