Mona Hatoum trasforma la Cisterna: fragilità e tensione alla Fondazione Prada

Mona Hatoum trasforma la Cisterna: fragilità e tensione alla Fondazione Prada
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Mona Hatoum, Map, 2023, Lehmbruck Museum, Duisburg | Foto: Dean Saric | © Mona Hatoum | Courtesy Lehmbruck Museum

Alla Fondazione Prada, Mona Hatoum trasforma la Cisterna in un organismo vivo, un luogo che vibra sotto il peso dell’incertezza contemporanea. Over, under and in between è una mostra in tre movimenti, ognuno costruito attorno ad un segno cardine del suo linguaggio: la ragnatela, la mappa, la griglia. Tre archetipi che diventano strutture emotive, dispositivi percettivi attraverso cui leggere la fragilità del presente. Nella prima sala, una costellazione sospesa di sfere in vetro soffiato disegna una ragnatela luminosa e minacciosa al tempo stesso. È un cielo precario fatto di legami sottili, dove ogni nodo trattiene allo stesso tempo attrazione e repulsione, ricordo e intrappolamento. Il viaggio prosegue su un pavimento completamente ricoperto da oltre trentamila sfere rosso translucido: un planisfero senza confini, un mondo instabile composto da elementi liberi, mobili, pronti a mutare forma al minimo spostamento. Qui Hatoum suggerisce un’idea di geografia vulnerabile, aperta, esposta a forze invisibili.
Nella sala finale, la monumentalità diventa movimento inquieto. all of a quiver è una torre di nove livelli di cubi metallici aperti, una griglia che sembra uno scheletro architettonico sull’orlo del collasso. La struttura oscilla, scricchiola, precipita e risale, come se respirasse. È una coreografia lenta tra distruzione e resistenza, un corpo che vacilla ma non cede. Con queste tre opere, Hatoum ridefinisce lo spazio come esperienza fisica e psichica, un paesaggio dove instabilità e bellezza convivono in equilibrio costante.
Viola Canova - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Milano