L’amore rivoluzionario di Annamaria Maiolino in 400 opere

L’amore rivoluzionario di Annamaria Maiolino in 400 opere
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L’amore rivoluzionario di Anna Maria Maiolino, inteso come energia libera e coraggiosa, divampa dalle opere dell’artista italo-brasiliana che, per sua la prima mostra italiana ha scelto il PAC di Milano. Una selezione di oltre 400 opere - dai disegni di una giovanissima Maiolino, studentessa d’arte a Caracas - alle ultime sue creazioni - accoglie i visitatori nella più ampia retrospettiva dedicata all’artista, con lavori in prestito dai maggiori musei brasiliani, dal Museo d’Arte Moderna di Rio de Janeiro alla Pinacoteca di Stato di San Paolo. Colei che ha saputo fondere in uno stile esemplare la creatività italiana e la sperimentazione delle avanguardie brasiliane, porta a Milano sculture, dipinti, fotografie che raccontano per decadi una storia artistica iniziata nei primi anni Sessanta e ancora oggi vitale. A introdurre il visitatore in mostra - dove per la prima volta si potranno ammirare anche le grandi pitture degli anni Novanta mai esposte prima - è un’installazione site specific realizzata interamente in argilla. Nel lavoro di Maiolino, la parola “gesto” - che si avvicina al latino gestare, nel senso di portare avanti, elaborare e comporre le idee in una successione di eventi, simile a un poema epico - assume un significato determinante. Il gesto ritorna nelle serie dei disegni ricamati, in quelli a inchiostro di china, nelle sculture in vetro, gesso e cemento. Tra i lavori iconici presenti in mostra, Por um fio ed Entrevidas. Il primo ritrae Maiolino seduta tra sua madre e sua figlia, alle quali è unita dai segmenti di corda che le tre donne tengono in bocca. Per il secondo, nato da una performance a Rio de Janeiro nel 1981, l’artista ha scelto l’uovo come metafora di precarietà, di coesistenza tra vita e morte, adattato alla sua iconografia come simbolo di speranza e rinnovamento.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano