Da Fondazione Prada l’AI che ti (ri)conosce

Da Fondazione Prada l’AI che ti (ri)conosce
#Exhibitions

Alzi la mano chi nei mesi scorsi non ha ceduto alla tentazione di scoprirsi invecchiato su FaceApp, l’ultima challenge virale nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai volti. È solo la punta di un iceberg: l’immenso serbatoio di immagini dei social alimenta da tempo un filone di ricerca di successo, che dal semplice riconoscimento facciale porta all’elaborazione di informazioni sulle persone a partire dal loro viso. Come saremo tra vent’anni? Come appariremmo se cambiassimo sesso? Che emozioni stiamo provando in questo momento? Siamo adatti al lavoro per cui ci siamo candidati? Le intelligenze artificiali di tutto il mondo si stanno allenando a rispondere a domande come queste. Per la prima volta una mostra indaga sul fenomeno. Dai primi, pionieristici esperimenti della CIA negli anni Sessanta ai più invasivi e complessi sistemi di “training” per le AI contemporanee, Osservatorio Fondazione Prada offre finalmente l’occasione di comprendere come funzioni e che cosa si celi dietro questa inquietante galassia. Ideata dalla studiosa di intelligenza artificiale Kate Crawford e dall’artista statunitense Trevor Paglen, Training Humans presenta milioni di fotografie che hanno fatto da base allo sviluppo dei diversi modelli di riconoscimento facciale, mostrando come le tecnologie si siano evolute nel corso del tempo. Fino ad un’opera concepita da Paglen per l’occasione: servendosi degli algoritmi di Amazon e Facebook, Age Gender and Emotion in the Wild proverà a snocciolare vita, morte e miracoli di ciascun visitatore, naturalmente dopo averne registrato l’immagine in un apposito database.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano