Al Mudec la carica dei Robot

Al Mudec la carica dei Robot
#Exhibitions

Avreste mai immaginato di ritrovare, già nell’antica Grecia, gli antenati dei moderni robot? Dalle macchine di Leonardo agli automi che incantavano le corti barocche, l’idea di creare un proprio simile artificiale ha da sempre affascinato l’uomo di ogni tempo. All’avvincente avventura della robotica il Mudec dedica una mostra, un viaggio che ha come fulcro l’essere umano e il suo rapporto con il robot tra passato, presente e futuro. Robot. The Human Project si preannuncia come un percorso interdisciplinare dal triplice respiro: tecnico-scientifico, antropologico, artistico, che ripercorre la storia della relazione tra l’essere umano e il suo doppio artificiale, dai primi automi fino ai cyborg, agli androidi e ai robot emotivi dei giorni nostri, svelando al pubblico gli straordinari sviluppi tecnologici e le frontiere della robotica e della bionica. Accompagnato dai matematici alessandrini, dagli scienziati arabi, dai grandi ingegneri del Rinascimento e del Barocco fino agli "androidi" settecenteschi, il pubblico conoscerà gli antenati dei robot umanoidi immergendosi in una scenografia interattiva. Tra i pezzi in mostra anche l’Automa cinquecentesco di Janello Torriani, l’affascinante Demone-Automa di Manfredo Settala con il suo meccanismo automatico, estremamente avanzato per il suo tempo, e l’oreficeria di Diana Cacciatrice. L’ospite d’eccezione? Un esemplare di robot di ultima generazione. Plantoide è il primo esempio al mondo di robotica che si ispira al mondo vegetale. Con le sue radici artificiali penetra nel terreno e lo esplora copiando il comportamento dei vegetali. Gettando le basi per lo sviluppo di dispositivi robotici che possono cambiare forma e crescere come un organismo vivente, costituisce uno dei traguardi più avanzati della robotica soft.
Samantha De Martin - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano