Al PAC un dialogo con Luisa Lambri

Al PAC un dialogo con Luisa Lambri
#Exhibitions

Un guizzo di luce, tempo, movimento si irradia dalle opere di Luisa Lambri per raggiungere lo spettatore, invitandolo ad un dialogo con lo spazio e con la dimensione più privata dell’artista. Concentrandosi principalmente sulla fotografia, il lavoro di Lambri coinvolge un esteso spettro di soggetti che ruotano attorno alla condizione umana e al suo rapporto con lo spazio, l’architettura, la storia della fotografia astratta, il femminismo, la memoria, l’identità. La mostra al PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea vuole essere un omaggio alla critica d’arte Carla Lonzi che nel 1969, prima di lasciare la professione per abbracciare la militanza femminista, pubblica una raccolta di interviste, intitolata Autoritratto, dove quattordici voci da lei selezionate raccontano l’esperienza dell’avanguardia anni Sessanta. Il dialogo che ne deriva offre una dimensione degli artisti che privilegia il loro ruolo attivo nel parlare in prima persona di sé e del proprio stare nell’arte e nel mondo. Allo stesso modo Lambri tesse intime e personali letture dei soggetti scelti per i suoi lavori, innescando un dialogo con l’osservatore. Anche in questa occasione le fotografie dell’artista interagiscono con lo spazio espositivo che le accoglie, rendendo ogni progetto un’opera site-specific. Negli spazi di Via Palestro il visitatore scivola attraverso un’ampia selezione di opere realizzate tra il 1999 e 2017, alcune mai presentate prima in Italia, dalle quali emerge la tendenza di Lambri a lavorare in serie, in dialogo con il lavoro di artisti come Donald Judd, Lygia Clark, Lucio Fontana oltre che il lavoro di architetti come Walter Gropius, Marcel Breuer, Giuseppe Terragni, tra gli altri.
Samantha De Martin - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano