Tra rigore e incanto: le arti grafiche di Piero Guccione

Tra rigore e incanto: le arti grafiche di Piero Guccione
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Conosciuto e celebrato nelle vesti di pittore, nelle arti grafiche Piero Guccione (1935 - 2018) non è stato da meno: dall’acquaforte alla litografia, il regno dell’incisione per lui non aveva segreti. Lo vedremo da vicino al Castello Sforzesco, che in occasione del Premio Sciascia dedica un omaggio agli artisti favoriti dallo scrittore siciliano. Conterraneo dello scrittore Leonardo Sciascia e legato a lui da una solida amicizia, dal suo atelier sull’altopiano modicano Guccione ha affrontato temi attuali come il rapporto tra modernità e natura, ma ha anche lavorato su soggetti legati al mondo dell’arte e della letteratura, forte di una cultura profonda ed eclettica. Indimenticabili i suoi mari, portatori di una “metafisica lirica” declinata su carta e su tela: per descriverli Sciascia conia il termine “platitude”, che esprime il senso della fuga dalle sensazioni momentanee, per andare e restare oltre il tempo. Questo vasto universo rivive nella mostra milanese attraverso notevoli testimonianze: quindici opere grafiche prodotte tra il 1964 e il 2007, che ci conducono sulle orme del pittore tra la Roma spumeggiante degli anni Sessanta, le missioni archeologiche nel Sahara, dove Guccione si occupò di pitture preistoriche, la Biennale di Venezia - che lo accolse per cinque edizioni - e la Sicilia orientale, dove trovò la dimensione ideale a un passo dall’infinito.
Francesca Grego - © 2022 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano