Per la prima volta in Italia George de la Tour, il meteorite del Barocco

Per la prima volta in Italia George de la Tour, il meteorite del Barocco
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Nel Seicento lo chiamavano “l’artista delle notti”, più recentemente si è parlato di lui come di un talento capace di “spezzare un manometro” interpretando “la parte serena delle tenebre”. In questo primo scorcio del 2020 Georges de La Tour arriva finalmente a Palazzo Reale per la sua prima mostra monografica italiana, colmando un vuoto lungo secoli. È un debutto in grande stile, sostenuto da un solido progetto di ricerca nonché dai prestiti di ben 28 collezioni e musei internazionali, tra cui la National Gallery di Washington, il Getty Museum di Los Angeles e la Frick Collection di New York. Inimitabile maestro della luce, de La Tour è stato più volte accostato a Caravaggio, anche se non sappiamo se ebbe modo di conoscerne direttamente le opere. A Milano lo riscopriamo in dialogo con altri grandi del suo tempo, testimoni di un’epoca in cui domina la pittura dal vero e si sperimentano nuove suggestioni luministiche. In bilico tra il giorno e la notte, il sacro e il profano, la poesia e il realismo più crudo, de La Tour parla all’anima, osservando gli uomini e le cose con acuta precisione. Della sua vita si sa poco ma, nonostante la stima di cui godette tra i contemporanei, la fama del suo carattere rissoso e arrogante è giunta fino a noi. Una reputazione compensata da capolavori come la Maddalena penitente, I giocatori di dadi, la Rissa dei musici e il Suonatore di notte: quadri magnetici che trascinano lo sguardo sulla soglia di un mistero, invitando lo spettatore ad entrare nell’opera.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano