Dall’antica Grecia alla realtà aumentata: arte e tecnologia a confronto alle Gallerie Italia

Dall’antica Grecia alla realtà aumentata: arte e tecnologia a confronto alle Gallerie Italia
#Exhibitions

C’è un filo sottile che unisce l’hydria attica a figure rosse del 470-460 a.C., realizzata dal Pittore di Leningrado, alla solitudine esistenziale del malinconico soggetto dell’artista visuale Ed Atkins, protagonista della video installazione Hisser del 2015. Un percorso alle Gallerie d'Italia di Piazza della Scala esplora i modi in cui artisti di epoche diverse si sono relazionati con la tecnologia, con il suo fascino, con le utopie, ma anche con i suoi demoni, anticipando o riflettendo cambiamenti sociali e culturali. Il dialogo tra soggettività umana, arte e tecnologia affonda le radici nei concetti arcaici definiti dai termini greci téchne - ‘arte nel senso di saper fare, abilità, mestiere’ - e logos, ‘parola, discorso, ragione’. Sono oltre 70 le opere in mostra, provenienti, tra le altre, dalle raccolte d’arte di Intesa Sanpaolo, dal Castello di Rivoli e dalla Fondazione Cerruti. Se gli esordi del Novecento, con il diffuso entusiasmo per la macchina, esplorato da Balla e Boccioni, vengono rappresentati da dipinti quali Ricerca astratta e Officine a Porta Romana, l’ottimismo postbellico per la conquista di nuove dimensioni in ambito fisico e immaginario passa attraverso lavori come l’Ambiente Spaziale di Lucio Fontana, ma anche tramite gli esponenti del Gruppo T, dell’Arte Programmata e dell’Arte Cinetica. Indagando le tematiche della rivoluzione digitale e lo sviluppo della realtà aumentata, il percorso giunge fino agli artisti delle ultime generazioni. Come Cécile B. Evans che nella sua opera In What the Heart Wants (2016) si chiede cosa potrebbe significare essere umani in un mondo futuro, completamente digitalizzato e nel quale reale e virtuale coincidono.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano