Dall’arte alla musica, una nuova metamorfosi per Kafka

Dall’arte alla musica, una nuova metamorfosi per Kafka
#Exhibitions

L’immaginario di Franz Kafka migra dalle pagine di un libro per farsi arte, cinema, musica elettronica. Succede da Fondazione Prada, dove le creazioni di tre grandi artisti si incontrano in un omaggio al celebre scrittore mitteleuropeo. Il punto di partenza è l’installazione The Happy End of Franz Kafka’s "Amerika" (1994), in cui Martin Kippenberger costruisce un epilogo per un romanzo incompiuto e geniale. Secondo lo studioso Wilhelm Emrich, America figura “tra le rivelazioni poetiche più lungimiranti che il mondo letterario conosca sulla moderna società industriale”. Nel mirino di Kafka e di Kippenberger c’è un tema sentito più oggi che all’inizio del Novecento: quello dei colloqui di lavoro, che l’artista tedesco porta in scena davanti a un tendone da circo. Seconda tappa della trilogia è il film The Trial di Orson Welles (Il Processo, 1964), basato sull’omonimo romanzo di Kafka. Nel capolavoro del regista americano, humour nero e atmosfere oniriche restituiscono la storia paradossale del cittadino Josef K. Sul grande schermo di Fondazione Prada ne apprezziamo al meglio la magistrale fotografia e le scenografie. Negli ambienti della Cisterna, invece, Il Castello di Kafka diventa musica in un intero album: le note sono quelle dei Tangerine Dreams, da assaporare in uno spazio avvolgente ed evocativo.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano