Dal netsuke all’okimono, l’evoluzione dell’arte in miniatura

Dal netsuke all’okimono, l’evoluzione dell’arte in miniatura
#Exhibitions

Quando, nella seconda metà del XIX secolo, il Giappone decise di aprirsi al mondo occidentale adottandone anche l’abbigliamento, i netsuke persero la loro funzione d'uso come fermagli dalle forme più disparate, per diventare okimono, ovvero oggetti con valenza puramente estetica, da posare e mettere in mostra. Questa evoluzione dei netsuke - che inizialmente avevano la funzione di sostenere alla cintura dei kimono i piccoli contenitori che sostituivano le tasche sugli abiti tradizionali giapponesi - è il fil rouge del viaggio nell’arte e nell’abbigliamento orientale, offerto ai visitatori del Museo Poldi Pezzoli. Gli oggetti esposti in mostra - allestita in occasione di Milano Asian Art 2019 - provengono dalla collezione donata al museo da Giacinto Ubaldo Lanfranchi. La prima vetrina racchiude una serie di completi costituiti da inro e netsuke, kiseruzutsu (“astuccio per la pipa”) e tonkotsu (“borsa da tabacco”), e da una scultura in avorio raffigurante un pescatore. Le successive vetrine raccontano invece l’evoluzione dei netsuke, dalle forme più antiche a quelle del Periodo Meiji.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano