Dal Guggenheim i capolavori della Collezione Thannahauser

Dal Guggenheim i capolavori della Collezione Thannahauser
#Exhibitions

Paul Gauguin, Vasilij Kandinskij, Vincent Van Gogh, Pablo Picasso: è solo un assaggio dei grandi nomi che vedremo esposti a Palazzo Reale nella mostra più attesa dell’autunno milanese. Capolavori di maestri impressionisti, post-impressionisti e delle avanguardie novecentesche racconteranno, in parallelo con grandi pagine d’arte, le vicende della superba raccolta che il mercante Heinrich Thannhauser e il figlio Justin costruirono a partire dal 1905, per donarla infine alla Fondazione Solomon Guggenheim a metà degli anni Sessanta. Da allora la Collezione Thannhauser non è mai uscita dagli Stati Uniti, motivo in più per correre ad ammirarla nel percorso curato da Megan Fontanella del Guggenheim di New York. Tra i gioielli da non perdere, la Montagna Blu di Kandinskij, Davanti allo specchio di Édouard Manet, Giocatori di football di Henri Rousseau, Palazzo Ducale visto da San Giorgio Maggiore di Claude Monet, Montagne a Saint-Rémy di Van Gogh. Ma chi erano i Thannhauser? Come misero insieme una collezione simile? Monaco è la culla di questa famiglia di ebrei tedeschi, che all’inizio del XX secolo abbandonano l’industria dell’abito per darsi all’arte ed entrare nel novero dei galleristi più influenti in Europa. Dalla grande mostra che nel 1908 porta per la prima volta Van Gogh in Germania, la strada sembra essere in discesa: Parigi, Berlino, Lucerna sono le sedi di nuove filiali, dove il pubblico ammira il meglio di una stagione strepitosa. Ma il nazismo e la guerra sono alle porte: è New York la nuova mecca di Justin Thannhauser, la cui avventura riparte senza colpo ferire nella nuova capitale dell’arte.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano