Dalla Tate Britain, i capolavori dei Preraffaelliti

Dalla Tate Britain, i capolavori dei Preraffaelliti
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Quando Charles Dickens vide per la prima volta i quadri dei Preraffaelliti definì il Gesù adolescente dipinto da John Everett Millais “un orribile moccioso” e la Vergine Maria “un mostro uscito dal peggiore negozio di gin d’Inghilterra”. Ma l’avventura dei pittori ribelli - i primi della storia dell’arte - sarebbe andata avanti di gran carriera, conquistando critici come John Ruskin, influenzando illustri colleghi e inaugurando stili di abbigliamento femminile inauditi per l’Inghilterra vittoriana. Fino a diventare fonte di ispirazione per la moda e per la pubblicità contemporanee, che dal movimento ottocentesco hanno preso in prestito modelli di bellezza, estetiche e atmosfere. Quest’estate i Preraffaelliti sbarcano ufficialmente a Milano con 80 opere provenienti dalla prestigiosa Collezione Tate. A Palazzo Reale scopriremo storie d’amore, poesia e desiderio, ma anche ritratti, paesaggi, leggende medievali, in un viaggio a 360 gradi nell’arte di 18 giovani rivoluzionari. In mostra icone senza tempo e capolavori che raramente escono dal Regno Unito, comeThe Lady of Shalott di John William Waterhouse, Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti, insieme all'Ofelia di Millais. Tutto da esplorare il backstage del loro fascino rarefatto: dai quattro mesi di pose in vasca da bagno richiesti a Elizabeth Siddal per impersonare l’eroina shakespeariana alla pittura en plein air, che i Preraffaelliti praticarono prima degli Impressionisti, fino alle storie di sarte e domestiche che in questi quadri divennero muse fatali, e non sempre ci guadagnarono.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano