Giambattista Tiepolo e la Corsa del Sole

Giambattista Tiepolo e la Corsa del Sole
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Quando Anton Giorgio Clerici incaricò Giambattista Tiepolo di affrescare il suo salone di rappresentanza, il Maestro veneto si trovò di fronte una sfida inedita: concepire una decorazione scenografica all’altezza della sua fama in una galleria dalle proporzioni inusuali, lunga 22 metri e larga solo cinque. Ma Tiepolo non si perse d’animo e fece di quel soffitto la strada trionfale del Carro del Sole. Nella parte più antica di Milano, da dove un tempo partiva la strada per Como, possiamo ancora ammirare un’autentica meraviglia del rococò, che nella carriera del suo autore anticipa il capolavoro della Reggia di Würzburg. La volta affrescata con effetti illusionistici, gli splendidi arazzi appesi alle pareti, le preziose boiserie intagliate con scene dalla Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso fanno della Galleria Grande il cuore di Palazzo Clerici, una delle più antiche e lussuose residenze di tutta Milano. Oltre lo scintillio dei lampadari di cristallo, il pennello di Tiepolo è pronto a suscitare lo stupore di chiunque alzi lo sguardo: nell’azzurro impalpabile del cielo, la quadriga di Apollo ha già intrapreso la sua corsa tra le divinità dell’Olimpo e le creature della terra. A rendere ancora più strabiliante la rappresentazione, le allegorie dei continenti con indigeni dai costumi variopinti e stupefacenti animali esotici.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano