Oro: uno splendore lungo sette secoli

Oro: uno splendore lungo sette secoli
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Non solo mirabili fondi oro medievali, ma un vero e proprio tour nella storia del metallo regale e del suo connubio con le arti figurative: nasce così la mostra in arrivo a Palazzo Cicogna, frutto dell'esperienza del gallerista milanese Matteo Salamon. Da Giotto a Lucio Fontana e oltre, il materiale prezioso per antonomasia sfoggia tutta la sua versatilità. Al cuore del progetto, una lavorazione tradizionale tipicamente italiana, che dal quattrocentesco Libro dell'arte di Cennino Cennini si ripropone sostanzialmente intatta nei lavori degli artisti contemporanei. Insieme allo stile, cambiano i significati attribuiti all'oro: un tempo appannaggio esclusivo della sfera trascendente, oggi il metallo aureo esce dai recinti dell'arte sacra perché, come scrive il disegnatore Maurizio Bottoni, “tutto ciò che è creato è divino”. Così, accanto alle elegantissime scene religiose di Giovanni e Taddeo Gaddi, del Maestro dell'Incoronazione di Oxford, di Mariotto di Nardo, Ventura di Moro, Giovanni Antonio da Pesaro, troviamo un Concetto spaziale di Fontana del 1960, ma anche le ironie eclettiche di Paolo Londero. Tra i pezzi da non perdere, la sua scultura Gallina dalle uova d'oro e la tavola Oggi riposo di Bottoni, rielaborazione scherzosa della Vanitas in chiave surrealista.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano