L’arte delle vetrate gotiche protagonista al Duomo

L’arte delle vetrate gotiche protagonista al Duomo
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Un tempo erano la “Bibbia dei poveri”, racconto vivo e coinvolgente delle Sacre Scritture accessibile anche a chi non aveva avuto la fortuna di imparare a leggere. Oggi le vetrate del Duomo di Milano - le più grandi d’Europa - rappresentano le testimonianze originali di un’arte ricca e complessa, senza la quale le cattedrali gotiche non sarebbero state le stesse. Per la prima volta, in occasione di un importante restauro, uno dei più antichi esemplari presenti nel Duomo si svela al pubblico a distanza ravvicinata, nella “luce tenue e dorata” del retrocoro dove il poeta romantico Percy Bysshe Shelley era solito andare a leggere Dante, ispirato dalle suggestioni delle finestre sovrastanti. Nella stessa atmosfera intima e spirituale sarà possibile ammirare gli episodi della vita di San Giovanni Damasceno, dipinti su vetro da Niccolò da Varallo tra il 1478 e il 1480 in preziosi antelli policromi, prima che tornino al loro posto sopra l’Altare di Santa Prassede. L’intenzione dell’Ordine degli Speziali, che donò la vetrata al Duomo, era rendere onore al patrono dei farmacisti. In realtà a San Giovanni Damasceno, dottore della Chiesa dal 1890, si deve in parte l’esistenza stessa delle vetrate istoriate: il santo si oppose strenuamente alle tendenze iconoclaste che ai suoi tempi (VII secolo) agitavano gli ambienti cristiani, rivendicando per le immagini sacre la funzione di rivelare agli uomini il volto e i disegni di Dio.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano