Omaggio alla Scala per i 240 anni della Magnifica Fabbrica

Omaggio alla Scala per i 240 anni della Magnifica Fabbrica
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Bombardamenti e ricostruzioni, ma anche restauri che lasciano il posto a un’ambiziosa opera di modernizzazione firmata Mario Botta. Nato come l’araba fenice da ben due distruzioni, oltre che da due grandi rifiuti - del maggior architetto italiano dell’epoca, Luigi Vanvitelli, che disdegnò l’invito a progettare il nuovo teatro e dell’immortale compositore Christoph Willibald Gluck - il Teatro alla Scala celebra i suoi 240 anni con una grande mostra organizzata dall’adiacente Museo Teatrale. Un percorso che attraverso opere, pannelli, video, immagini, fotografie e proiezioni documenta una storia specchio dei cambiamenti sociali e tecnologici della città. Era il 3 agosto 1778 quando il Piermarini presentò a tutti il suo teatro in stile neoclassico, realizzato in meno di due anni per 494.400 lire, per volontà di Maria Teresa d’Austria, e inaugurato con la prima assoluta d’Europa riconosciuta di Antonio Salieri. La scelta fu indubbiamente coraggiosa: abbattere la chiesa trecentesca di Santa Maria alla Scala per realizzare “il primo teatro del mondo”, come lo definiva Stendhal, un luogo destinato alla borghesia illuminata, nel cuore della città. E se tra il 1821 e il 1830 la grande sala del Piermarini subisce consistenti rinnovamenti, con la luce delle candele che lascia il posto alle lampade a olio, nel 1856 la rivoluzione architettonica si fa ammirare all’esterno, con l’abbattimento della lista di case davanti al teatro e la costruzione di Piazza della Scala. Il 26 dicembre 1883 la percezione del teatro si trasforma grazie alla nuova illuminazione elettrica realizzata da Edison. Al suo arrivo, Arturo Toscanini, che firmò la sua prima stagione nel 1898 inaugurata con I Maestri Cantori di Norimberga, impose che ci fosse buio in sala durante la messinscena, che si rispettasse il silenzio, che nessuno entrasse a opera iniziata. Ma la mostra al Museo Teatrale guarda anche al futuro. Il prossimo anno lungo Via Verdi, dietro l’attuale torre scenica, spunterà una nuova torre, sempre firmata da Botta. Servirà ad accrescere l’offerta di spazi per ballerini e musicisti con nuove sale di prova, oltre che ampliare ulteriormente il retropalco.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano