A Brera brilla la stella di Simone Peterzano

A Brera brilla la stella di Simone Peterzano
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Sensuale e maliziosa, dal 1998 la Venere con Cupido e due satiri in un paesaggio di Simone Peterzano è uno dei capolavori più ammirati della Pinacoteca di Brera. In occasione delle festività natalizie i visitatori del museo milanese potranno riscoprirla in un confronto a sorpresa: dalla Galerie Canesso di Parigi è arrivato Angelica e Medoro, altro gioiello del pittore rinascimentale, che ai suoi tempi fu tanto popolare da meritare i versi dello scrittore milanese Giovan Paolo Lomazzo. Accomunate dal tema amoroso, le opere instaurano un dialogo fatto di cromatismi accesi, maestria ritrattistica e sensibilità verso il paesaggio. Elementi rivelatori della sintesi che Peterzano seppe trarre da due gloriose scuole pittoriche del Rinascimento: quella veneta di Veronese e Tiziano, presso i quali si formò apprendendo i segreti della luce e del colore, e quella lombarda con cui entrò in contatto a Milano, dove sviluppò il gusto di una schietta rappresentazione naturalistica. Ma Peterzano è noto soprattutto per essere stato il maestro di Caravaggio: i rimandi ideali al fuoriclasse seicentesco si mescolano qui al fortunato filone erotico della pittura rinascimentale, tra gli echi di Giorgione e la lezione della Venere del Pardo di Tiziano. Se il capolavoro di casa si ispira chiaramente alla mitologia classica, Angelica e Medoro porta sulla tela un “bestseller” dell’epoca, l’Orlando furioso di Ludovico Ariosto.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano