Dentro la pittura: Antonello da Messina a Palazzo Reale

Dentro la pittura: Antonello da Messina a Palazzo Reale
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Sarà la celeberrima Annunciata dal velo azzurro e lo sguardo enigmatico a dare il benvenuto ai visitatori nella grande mostra che Milano dedica ad Antonello da Messina: un’occasione unica per vedere, tutte insieme, circa la metà delle opere giunte fino a noi dal pennello del grande maestro quattrocentesco. Perché se nei secoli terremoti, naufragi, smembramenti, incurie fatali ne hanno disperso buona parte dell’eredità, in epoche più recenti i suoi dipinti hanno varcato confini lontani, contesi tra musei e collezionisti dall’Europa all’altra sponda dell’Atlantico. Nelle sale di Palazzo Reale, capolavori come la Madonna con Bambino e il San Giovanni Evangelista degli Uffizi e l’Annunciazione di Siracusa evidenziano insieme a preziosi ritrovamenti l’originalità creativa di Antonello, che a una sensibilità psicologica senza precedenti coniugò una mirabile sintesi delle novità del suo tempo: la luce e i dettagli della pittura fiamminga, le ricerche sui volumi e lo spazio di Piero della Francesca, le ultime scoperte arrivate dal Veneto, dalla Provenza e dalla Spagna, tutte riunite in quel crogiolo di culture che fu la Sicilia degli Aragonesi. Non possono mancare i ritratti, fiore all’occhiello della produzione del maestro, a partire da quello dell’Ignoto marinaio, che col suo sorriso beffardo ha alimentato oscure leggende. E ovunque aleggia l’aura di un’altra grande innovazione di Antonello da Messina: la pittura a olio, portatrice di luci e sfumature mai viste prima, che l’artista apprese dai pittori fiamminghi sbarcati sull’isola e secondo alcuni storici esportò fino a Venezia.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano