L’Oro Invisibile. Giulio Manfredi reinventa l’Ultima Cena

L’Oro Invisibile. Giulio Manfredi reinventa l’Ultima Cena
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Giuda è un ramo di ulivo di oro bianco e rosso, dalle foglie di giada, Gesù una corona su cui spicca una goccia di granato, Pietro un anello massiccio, Filippo una scatola di legno dalle linee essenziali, aperta come un miracolo su un campionario di pietre dure coloratissime. A 500 anni dalla morte di Leonardo, Giulio Manfredi interpreta i personaggi del Cenacolo Vinciano a partire dalla propria arte, l’oreficeria, che lo folgorò ancora giovanissimo durante una visita alle taglierie di diamanti di Anversa. Dalle collaborazioni con marchi come Gucci e Vacheron Constantin all’affermazione di una personalità artistica capace di andare oltre il semplice jewel design, per Manfredi il passo è breve: luce, colore, linee limpide e sofisticate definiscono più che uno stile un autentico linguaggio, “un’arte indossabile” che diventa modalità espressiva. Dopo i gioielli-scultura realizzati nel 1992 per il cinquecentenario di Piero della Francesca e le creazioni dedicate ad Alessandro Manzoni nel 2006, ora tocca a Leonardo, che ancora una volta stimola in Manfredi il “bisogno di trasformare l’idea in materia, di plasmare la natura”. L’ispirazione del genio vinciano prende forma in una bellezza nuova e contemporanea, pronta a entrare in sintonia con il capolavoro di Santa Maria delle Grazie tra simbolismi e sacralità. Il risultato sono 13 opere in metalli e pietre preziose da ammirare in un allestimento che evoca la forma del polittico, negli spazi carichi di suggestioni della Veneranda Biblioteca Ambrosiana.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano