Il Salvator Mundi e l’Atelier di Leonardo in mostra al Castello Sforzesco

Il Salvator Mundi e l’Atelier di Leonardo in mostra al Castello Sforzesco
#Exhibitions

Uno dei quadri più chiacchierati di Leonardo torna a far parlare di sé: si tratta del Salvator Mundi, venduto all’asta per 450 milioni di dollari nell’autunno 2017 e mai esposto. Mentre continuano le controversie sulla paternità del dipinto, un foglio scoperto nel Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco promette di gettare nuova luce sulla sua storia. Prosegue così Un Leonardo mai visto, il palinsesto di eventi con cui Milano ha salutato il cinquecentenario del genio vinciano. Nella fortezza che vide l’artista all’opera presso la corte di Ludovico il Moro, il disegno ritrovato è al centro di un inedito progetto espositivo. Una teca trasparente ne svela entrambi i lati, dove figure umane schizzate a matita rossa e rifinite a inchiostro accompagnano la scritta “Salvator Mundi”, probabile studio di un’epigrafe da inserire nel quadro. Fu il maestro a tracciarle? Di certo il foglio trovato a Milano rappresenta per ora l’unico documento della genesi del dipinto, se escludiamo alcuni disegni gelosamente custoditi presso il Castello di Windsor. Come annuncia il curatore Pietro Marani, insieme a opere inedite della Veneranda Biblioteca Ambrosiana esso è in grado di regalarci un nuovo scorcio “sull’elaborazione del Salvator Mundi nell’atelier di Leonardo intorno al 1510-1513”. Lo fa proprio accanto alla Sala delle Asse, il capolavoro leonardesco in restauro che è possibile ammirare eccezionalmente fino al 19 aprile: per mostrarci come l’opera del genio e quella della sua bottega, la decorazione del salone del Moro e la nascita del celebre quadro siano in realtà parte di un unico intreccio.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano