Mario Sironi. Sintesi e grandiosità al Museo del Novecento

Mario Sironi. Sintesi e grandiosità al Museo del Novecento
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Pandora si fa spazio tra le sale del Museo del Novecento accompagnata da alcuni capolavori assenti da un’antologica da quasi mezzo secolo. Assieme a lei, opere come Paese nella valle (1928), Case e alberi (1929), L’abbeverata (1929-1930) e altri lavori completamente inediti, scandiscono l’intero percorso artistico di Mario Sironi, dalla giovanile stagione simbolista all’adesione al futurismo, dall’originale interpretazione della metafisica, nel 1919 fino all’Apocalisse dipinta poco prima della morte. In tutto 110 capolavori scandiscono il percorso Mario Sironi. Sintesi e grandiosità, ripercorrendo l’opera dell’artista a 60 anni dalla scomparsa. Il ciclo dei paesaggi urbani, il tema più celebre del pittore di Sassari, che acquista intensità dopo il suo arrivo a Milano nel 1919, esprimendo tutta la drammaticità della città moderna, esplode in Paesaggio urbano col tram o nella Periferia. La figura umana si fa invece spazio tra il Nudo del 1923, tanto caro a Margherita Sarfatti, la misteriosa Donna con vaso, il Pescatore e il doloroso Lazzaro dove, per la prima volta nella millenaria iconografia del soggetto, Sironi dipinge un Lazzaro che non risorge, a racchiudere il crollo di tutte le sue idee, a cominciare dal fascismo in cui aveva creduto. Capolavori monumentali come la luminosa Vittoria alata introducono alle ultime sale dove i drammatici anni finali dell’artista ricordano i tormenti legati alla perdita della figlia Rossana, suicida nel 1948 a diciotto anni.
Samantha De Martin - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano