Milano e gli Etruschi, inseguendo la Chimera

Milano e gli Etruschi, inseguendo la Chimera
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“Nella parte anteriore è un leone, un drago nella parte posteriore; mentre al centro è una capra, e il suo respiro è un’esplosione di fuoco ardente”: è la Chimera descritta da Esiodo, mostro primigenio che turbò i sogni degli uomini sulle sponde del Mediterraneo antico. Gli Etruschi la posero a guardia delle tombe, in quell’interregno tra la vita e la morte che una fervida fantasia collettiva popolò di sfingi, grifi e sirene. La leggenda della Chimera rivive in una mostra che dalle sale del Civico Museo Archeologico ci accompagna alla scoperta di una delle civiltà più interessanti della penisola e dei suoi legami con Milano: un viaggio nel mondo antico, ma anche nel collezionismo ottocentesco, che negli anni dell’Unità d’Italia dedicò particolare attenzione alle radici della nostra cultura. Mentre in città ferve l’attesa per l’apertura del nuovo Museo Etrusco della Fondazione Luigi Rovati, più di 200 reperti offrono uno spaccato sugli scavi, sulle ricerche e sui protagonisti del collezionismo degli ultimi due secoli. Preziose ceramiche istoriate come il celebre Vaso di Hamilton, monili, specchi decorati, statue di pietra e bronzo, rarità come la prima traduzione italiana del capolavoro di Johann Joachim Winkelmann (la Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi) raccontano storie dimenticate e presentano al pubblico le sorprese degli scavi più recenti, che hanno indagato la presenza etrusca in area padana. Miti, bestiari fantastici, rappresentazioni della figura umana sono alcuni dei temi dell’arte etrusca raccontati nel percorso, tra tesori di illustri raccolte milanesi e meraviglie provenienti dai principali musei italiani.
Francesca Grego - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano