Un’opera per sorridere. La Scala ricomincia da Rossini

Un’opera per sorridere. La Scala ricomincia da Rossini
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“Tu mi dovresti trovar un’italiana. Ho una gran voglia d’aver una di quelle signorine che dan martello a tanti cicisbei”, canta Mustafà nel primo atto de L’Italiana ad Algeri. Definito da Stendhal “la perfezione del genere buffo”, il dramma giocoso di Gioachino Rossini si ispira ad un fatto realmente accaduto: la storia di Antonietta Frapolli, signora milanese rapita dai corsari nel 1805, condotta nell’harem del bey di Algeri e poi rientrata in Italia. Tra le creazioni rossiniane più rappresentate in tutto il mondo, l’opera torna alla Scala nella celebre versione di Jean-Pierre Ponnelle, all’interno di un trittico dedicato al teatro comico del compositore pesarese che include anche il Barbiere di Siviglia diretto da Leo Muscato e la produzione del Turco in Italia firmata da Roberto Andò. Diventato un classico nel 1973, quando la Scala aprì per la prima volta la stagione con un’opera buffa, quest’anno l’allestimento di Ponnelle è ripreso da Grischa Asagaroff, ex assistente del grande regista e scenografo francese. A dirigere l’orchestra sarà il Maestro Ottavio Dantone, noto al pubblico scaligero per aver diretto sullo stesso palco Handel, Mozart e lo stesso Rossini. È invece al suo debutto al Piermarini il mezzosoprano Cecilia Molinari, qui nel ruolo di Isabella, ritenuta una delle giovani interpreti più interessanti del repertorio rossiniano. Completano il cast l’esperto Carlo Lepore (Mustafà) e l’elegante Maxim Mironov (Lindoro), insieme a Marco Filippo Romano (Taddeo), Enkeleda Kamani (Elvira), Francesca Di Sauro (Zulma) e Alessandro Luongo (Haly).
Francesca Grego - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano