La fotografia come metamorfosi. Nel mondo di Barbara Kasten

La fotografia come metamorfosi. Nel mondo di Barbara Kasten
#Art

“La magia che vedo nella fotografia è come un oggetto reale possa diventare un’altra realtà sulla carta”, dice l’artista americana Barbara Kasten descrivendo il suo lavoro. Classe 1936, nata a Chicago e attiva da oltre sessant’anni tra Los Angeles e la Germania del Bauhaus, la Kasten è un’artista completa: nei suoi scatti confluiscono le esperienze maturare nei campi della scultura e della pittura, nonché un interesse innato per l’astrazione che sfida le abitudini percettive dello spettatore. Da Case Chiuse HQ una serie di fotografie realizzate con tecniche diverse raccontano le ricerche portate avanti da Kasten tra il 1979 e il 2019: dalle grandi polaroid di Constructs alle gelatine d’argento di Double Negative, fino alle stampe cromogeniche al sale da scoprire nei formati imponenti di Collision 122 e Transposition. Da sempre per Barbara la fotografia è qualcosa di diverso dalla rappresentazione della realtà: è piuttosto un’indagine sulla struttura e sulla percezione dello spazio e sulla resa dei materiali. A volte lo studio fotografico diventa il set di grandi installazioni scultoree, che l’artista assembla come in una danza prima di scattare. Impegnata dietro e davanti all’obiettivo, si lancia in sperimentazioni che hanno un denominatore comune: l’attrazione per la luce, energia inafferrabile e cangiante che fa vibrare le superfici, proietta ombre, anima le scenografie creative allestite dall’artista.
Francesca Grego - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano