Da Čaikovskij a Ned Rorem, il futuro arriva a tempo di musica

Da Čaikovskij a Ned Rorem, il futuro arriva a tempo di musica
#Music

Per la gioia di ogni musicofilo, torna anche quest’anno MITO, il festival che unisce Milano e Torino in una cascata di note. Dalla musica colta - antica, classica e contemporanea - ai linguaggi del jazz, del pop e del rock, il suono diventa protagonista dello spazio metropolitano. Un mese di concerti è pronto al decollo nei teatri del centro come in periferia, con prime nazionali e progetti pensati per l’occasione. È il caso di Futuro, il concerto d’apertura che porta per la prima volta in Italia Pilgrims del musicista e scrittore americano Ned Rorem. Vincitore del Premio Pulitzer per la musica nel 1976, Rorem ci traghetta verso giorni migliori con una composizione per orchestra d’archi. La direzione di Daniele Rustioni, i magici violini di Francesca Dego e gli strumentisti dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi proseguiranno il viaggio sulle note di due giganti della musica di sempre: Pëtr Il’ič Čaikovskij, con Souvenir d’un lieu cher op. 42, e Antonin Dvořák con la celebre Serenata per archi in Mi maggiore op. 22. Una selezione che ben si inserisce nel tema del festival di quest’anno: Spiriti, per esplorare a 360 gradi i rapporti della musica con il soprannaturale, tra domande ineludibili e risposte dense di suggestioni.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano