L’opera cinematografica di Alex Prager alla Fondazione Sozzani

L’opera cinematografica di Alex Prager alla Fondazione Sozzani
#Art

Un’opera cinematografica, che trae ispirazione dalle esperienze personali dell’artista e dalla street photography, dai film e della cultura pop, con elementi stilistici che richiamano i polizieschi, i film noir, il melodramma, dove le donne - con la loro emotività - sono molto spesso protagoniste. Imponenti fotografie, immagini di grande formato dai colori saturi e un immaginario vagamente familiare caratterizzano l’universo della fotografa e regista Alex Prager che sceglie la Fondazione Sozzani per la sua prima mostra in Italia, nella quale riunisce dieci anni di lavoro. Le radici della sua arte nascono dalla tradizione fotografica di William Eggleston, Diane Arbus e Cindy Sherman, maestri nell'arte di “congelare” un indefinibile momento del quotidiano. I suoi lavori - caratterizzati dall'assenza di una narrativa lineare - possono essere visti come narrazioni di un singolo fotogramma che catturano storie enigmatiche definite entro i limiti della cornice. Nonostante le sue immagini sembrino catturare istanti fugaci, sono in realtà precedute da un laborioso processo di produzione. Come nel caso del film Face in the Crowd (2013), per il quale l’artista si è servita di una squadra di più di 150 persone, oltre a 350 comparse e a una collezione di oggetti di scena che Prager ha messo insieme in dodici anni.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano