Il Raffaello dell’Ambrosiana si svela al pubblico dopo il restauro

Il Raffaello dell’Ambrosiana si svela al pubblico dopo il restauro
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Il più grande cartone rinascimentale a noi pervenuto, interamente realizzato dalla mano di Raffaello come disegno preparatorio della Scuola di Atene, si mostra al pubblico in tutta la sua magnetica potenza dopo un restauro durato quattro anni. Benché l’opera sia nota come Scuola di Atene - uno dei quattro affreschi commissionati nel 1508 a Raffaello da Papa Giulio II per la Stanza della Segnatura in Vaticano - il titolo corretto è La Filosofia. Diviso in “duoi pezzi di disegno di Raphaele d’Urbino in cartone”, il capolavoro è arrivato in Ambrosiana nel 1610 come prestito dal conte Fabio II Visconti di Brebbia, per essere poi ceduto definitivamente nel 1626 dalla vedova Bianca Spinola Borromeo, per l’esorbitante somma di seicento lire imperiali. Requisito dal commissario francese Peignon, è stato a lungo a Parigi per essere sottoposto a un lungo restauro. Nel 1918 l’opera è stata trasferita a Roma per essere tutelata dai rischi dei bombardamenti bellici, mentre nel 1942 era stata messa al sicuro nel caveau della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde prima di essere esposta, nel 1946, alla mostra di Lucerna organizzata per recuperare fondi per la ricostruzione dell’Ambrosiana. Nel 2014 la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, per il tramite della Fondazione Cardinale Federico Borromeo, ha avviato sul Cartone una lunga attività di indagine e opera di restauro conservativo, coordinato da un prestigioso Comitato Scientifico e da Maurizio Michelozzi. I visitatori possono ora ammirarla nella sala espositiva interamente dedicata al Cartone di Raffaello, su progetto di allestimento di Stefano Boeri Architetti.
Samantha De Martin - © 2019 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano