La voce dei metalli. Cortocircuiti tra arte e scienza

La voce dei metalli. Cortocircuiti tra arte e scienza
#Exhibitions

I metalli hanno una voce? Sì, e anche un colore, un particolare modo di riflettere la luce, un carattere, perfino una memoria. Lo scopriamo al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, che si apre all’arte accogliendo nei suoi spazi le sculture di Roberto Ciaccio. Grandi lastre di rame, ottone, zinco, ferro, acciaio lucidato vanno a comporre un’installazione site specific in dialogo con gli oggetti e le architetture del museo. Non solo macchine industriali, invenzioni di Leonardo e tecnologie utili alla vita, dunque: dall’enorme centrale termoelettrica Regina Margherita al Padiglione ferroviario con il suo binario, le creazioni di Ciaccio intessono una trama di luci, ombre e riflessi, rimandi materici e assonanze musicali capaci di mostrarci le raccolte del museo sotto una nuova luce. Sensibile ai temi della memoria e della traccia, l’artista riscrive l’identità dei materiali guardandoli in rapporto alla loro storia e mettendone in risalto le qualità che sollecitano i sensi. Il gioco si allarga ulteriormente con gli scatti di Claudio Ciaccio, figlio di Roberto: come in un gioco di specchi, l’obiettivo ritrae le sculture all’interno del museo, proiettando definitivamente lo spazio della scienza in una dimensione poetica.
Francesca Grego - © 2020 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano