Il tempo dà spettacolo al Museo Poldi Pezzoli

Il tempo dà spettacolo al Museo Poldi Pezzoli
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Pensate che il tempo sia un’ossessione tipica del XXI secolo? Tutt’altro: lo scorrere degli anni, dei giorni e delle ore è stato un chiodo fisso per molti, anche in epoche lontane. Al Museo Poldi Pezzoli il rapporto dell’uomo con il tempo diventa l’argomento di una mostra ricca di sorprese e curiosità. Arte, scienza e letteratura sono le chiavi per rileggere l’approccio dei nostri predecessori al mistero della quarta dimensione, dall’antichità agli albori dell’età moderna. Lo scopriamo in un percorso di 30 opere, tra strumenti di misurazione arcaici, meravigliosi orologi d’epoca, dipinti, sculture e codici miniati. A un raro rilievo romano con Kairos/Occasio, l’uomo alato che personifica l’attimo fuggente, si accompagnano un curioso svegliatore monastico del XV secolo e una replica del famoso Astrario di Giovanni Dondi, la più complicata macchina astronomica costruita nell’Europa medievale. Capolavori di Tiziano, Bernini, Baciccio mostrano come il mito del tempo abbia affascinato anche gli artisti. Ma le vere star della mostra sono dei preziosissimi orologi notturni del Seicento, un secolo in cui il tempo ha fatto letteralmente perdere il sonno a molti. Per ovviare almeno parzialmente al problema, i fratelli Campani costruirono per papa Alessandro VII degli oggetti silenziosissimi e capaci di illuminarsi nel buio, che uniscono ai pregi di una tecnica d’avanguardia la bellezza di autentici gioielli d’arte. Al Poldi Pezzoli ne osserviamo i meccanismi rimasti a lungo segreti e i quadranti decorati da famosi artisti barocchi. Fino ad un’invenzione ancora più strabiliante: l’orologio a proiezione, che trasforma il tempo in uno spettacolo da ammirare su volte e pareti.
Francesca Grego - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano