Al Mudec per un incontro ravvicinato con Tina Modotti

Al Mudec per un incontro ravvicinato con Tina Modotti
#Exhibitions

Difficile resistere al fascino di Tina Modotti. Lo sapevano bene Picasso e Neruda, che le dedicarono omaggi pieni di emozione, e i muralisti messicani, per i quali Tina posò senza risparmiarsi. La sua bellezza avrebbe facilmente conquistato Hollywood, ma dopo i primi successi sul set lei scelse con decisione un’altra strada: quella della fotografia, dell’impegno sociale e politico e soprattutto della libertà che, negli anni bui delle dittature, la spinse a vagare dagli Stati Uniti al Messico, dalla Germania all’Unione Sovietica e alla Spagna, senza mai più rivedere la sua casa di Udine. Oggi Tina Modotti è un mito: lo conferma l’attesa che ha circondato la grande mostra da poco inaugurata al Mudec, posticipata di un anno causa pandemia. Cento scatti in bianco e nero ne ricordano l’esistenza breve e avventurosa, lo straordinario talento di fotografa, lo spirito libero e anticonformista, la coerenza, la generosa energia, la bellezza mozzafiato che si portò dietro sempre con noncuranza. Accanto alle stampe originali ai sali d’argento che negli anni Settanta decretarono la riscoperta di Tina, vedremo le lettere e i documenti conservati dalla sorella Jolanda e un intenso video-ritratto, per un incontro ravvicinato con una donna che ha scritto la storia.
Francesca Grego - © 2021 ARTE.it per Bulgari Hotel Milano