Prima di diventare una risorsa da amministrare, deviare o razionare, l’acqua in Mesopotamia era una forza cosmica. Fiumi, canali e inondazioni non rappresentavano soltanto elementi naturali, ma strutture attraverso cui le civiltà definivano il proprio rapporto con il territorio, il potere e il sacro. Da questa idea prende forma L’eau primordiale. Leçons de Mésopotamie, mostra presentata al Musée du Louvre. Il progetto utilizza le collezioni di antichità del Louvre per ricostruire il ruolo centrale dell’acqua nello sviluppo delle società mesopotamiche, dalle città-stato sumere fino agli imperi assiro e babilonese. Attraverso rilievi, tavolette, oggetti rituali e reperti archeologici, l'esposizione affronta il modo in cui il controllo dell’acqua abbia contribuito alla nascita delle prime forme di urbanizzazione, amministrazione e organizzazione politica. Nella Mesopotamia antica i grandi corsi del Tigri e dell’Eufrate erano al tempo stesso origine di prosperità e minaccia permanente. L’irrigazione rese possibile lo sviluppo agricolo e la crescita urbana, ma richiese anche sistemi complessi di gestione collettiva, infrastrutture idrauliche e forme centralizzate di controllo territoriale. La mostra evidenzia così come la questione ambientale fosse già profondamente intrecciata ai meccanismi del potere. Uno degli aspetti centrali del percorso riguarda il rapporto tra acqua e cosmologia. Nei miti mesopotamici l’acqua primordiale precede la creazione del mondo e rappresenta una materia originaria da cui emergono gli dèi, gli uomini e l’ordine stesso della civiltà. Il titolo della mostra richiama proprio questa dimensione simbolica, mettendo in relazione racconto mitologico e organizzazione concreta dello spazio urbano. Pur concentrandosi sull’antichità, il progetto dialoga implicitamente con questioni contemporanee. Siccità, desertificazione, sfruttamento delle risorse idriche e trasformazioni climatiche attraversano oggi molte delle stesse aree che furono culla delle civiltà mesopotamiche. Il Louvre utilizza quindi l’archeologia non come semplice ricostruzione del passato, ma come strumento per interrogare la lunga durata delle relazioni tra ambiente e società.
Il Musée Guimet dedica una grande mostra al chaekgeori, l'affascinante arte coreana del trompe-l'œil nata nel XVIII secolo. Un viaggio tra biblioteche immaginarie, illusioni prospettiche e scambi culturali tra Corea, Cina ed Europa.
Alla galleria Perrotin di Parigi, Emma Prempeh presenta The Domain of the Stranger, la sua prima mostra personale nella capitale francese. Attraverso dipinti che intrecciano memoria, diaspora e identità, l'artista britannica di origini ghanesi esplora quel territorio sospeso in cui la casa non è un luogo, ma un'esperienza in continua trasformazione.
Andy Warhol, il volto inedito del padre della Pop Art
Al Musée du Luxembourg una grande mostra ripercorre oltre quarant'anni di disegni, rivelando come il tratto manuale sia stato il vero laboratorio creativo di Andy Warhol. Circa 150 opere raccontano un artista che, dietro la serialità della Pop Art, non ha mai smesso di disegnare.
Oltre 300 fotografie raccontano quasi due secoli di storia del museo più celebre del mondo. Un percorso tra capolavori, luoghi nascosti, grandi eventi e immagini che hanno trasformato il Louvre in uno dei soggetti più fotografati della storia.