L'Ercole di Antonia Bembo, ribelle barocca

L'Ercole di Antonia Bembo, ribelle barocca
#Music
Ercole amante | Courtesy © Opéra national de Paris

Tra i titoli più inattesi della stagione 2025-2026 dell’Opéra national de Paris figura Ercole amante, un’opera barocca composta nel 1707 dalla veneziana Antonia Bembo. Il lavoro arriva all’Opéra Bastille tra la fine di maggio e la metà di giugno e segna un momento significativo nella riscoperta di una compositrice che per lungo tempo è rimasta ai margini della storia musicale europea. Antonia Bembo, nata a Venezia nel 1640 con il nome di Antonia Padoani, fu cantante e compositrice in un ambiente dominato quasi esclusivamente da figure maschili. Studiò con Francesco Cavalli, uno dei protagonisti dell’opera veneziana del Seicento, e si formò nel clima creativo di una città che allora rappresentava uno dei centri più vitali del teatro musicale europeo. La sua vita cambiò radicalmente dopo un matrimonio difficile. Lasciò Venezia e trovò rifugio in Francia, dove venne accolta sotto la protezione di Luigi XIV. Alla corte del Re Sole continuò a cantare e a comporre, ottenendo una pensione reale che le garantì una certa autonomia. In questo contesto nacquero numerose cantate e lavori sacri, ma soprattutto la sua opera più ambiziosa, Ercole amante. Il libretto, scritto da Francesco Buti, racconta una vicenda tratta dalla mitologia di Ercole, intrecciando passioni amorose, conflitti familiari e tragedie. Il tema dell’eroe dominato dal desiderio, incapace di sfuggire alla propria fragilità umana, attraversa tutta la narrazione e offre alla compositrice l’occasione di costruire una drammaturgia musicale intensa e articolata. Dal punto di vista musicale l’opera riflette la condizione cosmopolita della Parigi di fine Seicento. Alla tradizione dell’opera italiana si affiancano elementi tipici del gusto francese, come le ampie sezioni corali e l’uso della danza. La partitura diventa così un punto di incontro tra due mondi musicali che proprio in quegli anni stavano ridefinendo l’estetica del teatro d’opera europeo. Nonostante l’ambizione del progetto, Ercole amante non fu mai rappresentata durante la vita della compositrice. Il manoscritto rimase per secoli negli archivi della Bibliothèque nationale de France, quasi dimenticato. Solo negli ultimi decenni l’interesse della musicologia e del movimento di riscoperta del repertorio barocco ha riportato l’opera all’attenzione degli interpreti. La produzione dell’Opéra di Parigi si inserisce in questo processo di recupero. A dirigere la partitura è Leonardo García Alarcón, musicista che negli ultimi anni ha dedicato grande attenzione alla riscoperta di opere barocche poco frequentate. La regia è affidata a Netia Jones, mentre il ruolo di Ercole è interpretato dal basso-baritono Andreas Wolf.
Paolo Mastazza - © 2026 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris