Arte o sortilegio? Maria Callas rivive in casa Pinault

Arte o sortilegio? Maria Callas rivive in casa Pinault
#Art

Emily Brontë, Bob Dylan, Marilyn Monroe e Ludwig II di Baviera sono alcune delle icone che Dominique Gonzalez-Foerster ha riportato in vita nelle sue performance. Realtà e immaginazione, passato e presente si confondono in opere destrutturate senza inizio né fine, dando corpo ad una sorta di intermondo parallelo. A operare il miracolo, spiega l’artista, sono apparizioni che “hanno più a che fare con una seduta spiritica - un tentativo di comunicare con gli spettri - che con il teatro o con il cinema. Una sorta di trance preparata, che consente la comparsa o la ricomparsa di intensi momenti artistici”. In queste azioni Gonzalez-Foerster si lascia abitare da presenze lontane, che con l’aiuto di ologrammi riattivano memorie leggendarie: Sarah Bernhardt che interpreta l’Aglon, per esempio, o Klaus Kinski nei panni del posseduto Fitzcarraldo. Questa volta tocca a Maria Callas, rediviva nella Galleria 3 della Bourse de Commerce. Figura archetipica e primordiale, la Divina emerge dall’oscurità con l’indimenticabile vestito rosso che indossò nelle ultime esibizioni. La voce invece è quella del periodo d’oro, in cui la Callas era all’apice della carriera. La sua potenza polverizza il tempo, anche quando l’illusione si svela: lo spettro è destinato a restare con noi, suscitando attrazione e stupore.
Francesca Grego - © 2022 ARTE.it per Bulgari Hotel Paris