Bridget Riley: alle origini dell’Op Art

Bridget Riley: alle origini dell’Op Art
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Bridget Riley, Cataract 2, 1967 | © Anna Arca | © Bridget Riley 2025 - All rights reserved
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La mostra Point de départ è  un percorso che ricostruisce le origini del linguaggio visivo dell’artista britannica Bridget Riley. Figura centrale dell’Op Art, Riley è conosciuta per le sue composizioni geometriche in cui linee, forme e colori producono vibrazioni ottiche e sensazioni di movimento. L’esposizione indaga il momento fondativo della sua ricerca, legato all’incontro con Georges Seurat. Negli anni Cinquanta, Riley rimase colpita dallo studio ravvicinato delle opere del Maestro francese e dalla forza della sua pittura puntinista. La copia che realizzò de Il ponte a Courbevoie, ancora oggi appesa nel suo studio, rappresenta il vero punto di partenza di un metodo che combina osservazione, analisi e rielaborazione personale. Curata da Sylvain Amic, presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie, insieme a Nicolas Gausserand, la mostra mette a confronto le prime prove di Riley con le opere di Seurat, evidenziando come la lezione postimpressionista sia stata trasformata in un nuovo linguaggio astratto. Disegni, dipinti e studi preparatori documentano gli anni in cui l’artista matura la propria grammatica visiva, fondata sulla percezione e sull’effetto del colore. In questo dialogo, Parigi diventa il luogo ideale per mostrare come l’eredità della pittura ottocentesca continui a generare nuove forme nel XX secolo. L’Op Art, termine reso popolare negli anni Sessanta, è un movimento artistico che esplora i meccanismi della percezione visiva attraverso schemi geometrici, contrasti cromatici e illusioni ottiche. Nato in parallelo alla diffusione di nuove ricerche scientifiche e psicologiche sulla visione, trovò nelle mostre collettive di quegli anni, come The Responsive Eye al MoMA di New York nel 1965, un momento di grande affermazione internazionale. Riley fu tra i protagonisti assoluti di questo scenario: i suoi lavori monocromatici e successivamente quelli a colori, caratterizzati da onde, diagonali e forme vibranti, divennero emblema di una stagione in cui l’arte sfidava i limiti della percezione e trasformava lo spettatore in parte attiva dell’opera. Nata a Londra nel 1931, Riley ha costruito una carriera internazionale esplorando i limiti della percezione e la capacità dell’immagine di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e immersivo. Point de départ consente di tornare alle origini di questo percorso, mostrando non solo le influenze ricevute ma anche l’indipendenza creativa con cui Riley ha saputo trasformarle.
Veronica Azzari - © 2025 ARTE.it per Bvlgari Hotel Paris