Programma: Mar 11 - 21 | Mer - Dom 11 - 19 | Lun chiuso
Luogo: Jeu de Paume
Indirizzo: 1 Place de la Concorde
La prima grande mostra monografica in Francia dedicata a Jo Ractliffe arriva al Jeu de Paume con il titolo En ces lieux. Il progetto ripercorre oltre quarant’anni di lavoro, dal 1982 al 2025, restituendo una lettura compatta e rigorosa di una delle voci più significative della fotografia sudafricana contemporanea, finora poco presente nel panorama espositivo francese. Al centro dell’esposizione non c’è l’evento storico in sé, ma il modo in cui la storia si deposita nei luoghi. I paesaggi fotografati da Ractliffe, in Sudafrica e in Angola, appaiono spesso privi di figure umane, segnati da un’apparente quiete che contrasta con la violenza politica e sociale che li ha attraversati. L’artista evita deliberatamente l’illustrazione diretta dei conflitti per concentrarsi sulle tracce, sui vuoti e sulle assenze, invitando lo sguardo ad interrogare ciò che resta dopo l’azione. Il percorso espositivo attraversa alcune delle serie più emblematiche del suo lavoro, dalle prime immagini degli anni Ottanta fino ai cicli realizzati in Angola dopo il 2007, nei territori devastati dalla guerra civile e dalle eredità della Guerra Fredda. In queste opere il paesaggio diventa un archivio silenzioso, capace di contenere memorie individuali e collettive senza mai trasformarsi in documento didascalico. Un punto centrale della mostra è la riflessione sul concetto di “luogo”, inteso non come semplice spazio geografico ma come entità carica di stratificazioni storiche, politiche e simboliche. Questa lettura trova una sintesi nella serie inedita The Garden, prodotta con il sostegno del Jeu de Paume e presentata per la prima volta. I giardini privati della costa occidentale sudafricana, costruiti con materiali di recupero, emergono come gesti di resistenza e di ricostruzione comunitaria, in risposta alla pressione dell’industria estrattiva e dello sviluppo immobiliare. Nel complesso, En ces lieux restituisce una visione coerente e controllata di un’opera che ha fatto della distanza, della sobrietà formale e dell’attenzione al tempo uno strumento critico. La fotografia di Jo Ractliffe non cerca lo shock né la denuncia esplicita, ma affida al paesaggio il compito di rendere visibile ciò che continua ad agire nel presente, anche quando sembra scomparso.
All’Opéra Bastille torna in scena Ercole amante, opera composta nel 1707 dalla veneziana Antonia Bembo. La produzione riporta l’attenzione su una figura singolare del Barocco europeo, compositrice e cantante che trovò alla corte di Luigi XIV lo spazio per sviluppare la propria arte.
Una grande mostra al Louvre mette a confronto Michelangelo e Auguste Rodin, due scultori separati da tre secoli ma uniti da una stessa concezione della scultura come energia del corpo.
La Visite chantée al Théâtre du Châtelet combina il racconto storico del teatro con frammenti musicali interpretati dal cantante e conferenziere Grégoire Ichou, proponendo un’esplorazione dei luoghi e della loro memoria attraverso voci e melodie.
Il concerto parigino di Laura Pausini nel novembre 2027 si inserisce in una carriera costruita sulla continuità più che sulle svolte. Le canzoni diventano materiali vivi, capaci di attraversare il tempo senza perdere senso. Un rapporto diretto con il pubblico, lontano da logiche di evento.