Programma: Mar / Mer / Ven / Sab / Dom 10 - 18 | Gio 10 - 21.30 | Lun chiuso
Luogo: MAM - Musée d’Art moderne de Paris
Indirizzo: 11 Avenue du Président Wilson
Il Musée d’Art Moderne de Paris dedica una grande retrospettiva a Lee Miller, restituendo la complessità di una figura che attraversa alcuni dei momenti chiave del Novecento, dalla fotografia surrealista alla documentazione della Seconda Guerra Mondiale. La mostra propone un percorso ampio che ricompone una carriera spesso frammentata da letture parziali, tra moda, avanguardia e reportage. Il racconto prende avvio dagli anni Venti e Trenta, quando Miller si muove tra New York e Parigi, prima come modella e poi come fotografa, entrando in contatto con l’ambiente surrealista. In questo contesto matura un linguaggio visivo sperimentale, segnato dall’uso della solarizzazione e da una tensione costante tra realtà e costruzione dell’immagine. I suoi ritratti e le nature morte di questo periodo rivelano uno sguardo già autonomo, capace di dialogare con le avanguardie senza ridursi ad un ruolo marginale. Il nucleo centrale dell’esposizione è dedicato al lavoro come corrispondente di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale. Accreditata presso l’esercito americano, Lee Miller documenta il conflitto in Europa seguendo l’avanzata delle truppe alleate. Le sue fotografie dei campi di concentramento liberati e delle città devastate restituiscono l’orrore della guerra senza enfasi retorica, attraverso un linguaggio sobrio e diretto che unisce precisione documentaria e consapevolezza formale. Accanto alle immagini più note, la mostra presenta materiali d’archivio e lavori meno esposti, che permettono di cogliere la continuità tra le diverse fasi della sua produzione. La fotografia di guerra non appare come una rottura rispetto alla ricerca precedente, ma come un’evoluzione coerente di uno sguardo abituato ad interrogare la realtà nei suoi aspetti più ambigui e perturbanti.
La Visite chantée al Théâtre du Châtelet combina il racconto storico del teatro con frammenti musicali interpretati dal cantante e conferenziere Grégoire Ichou, proponendo un’esplorazione dei luoghi e della loro memoria attraverso voci e melodie.
All’Orangerie di Parigi, una mostra riscopre Henri Rousseau come protagonista consapevole della modernità. Tra ingenuità e ambizione, il sogno del “doganiere” diventa la dichiarazione più audace della pittura moderna.
La collezione di disegni del Pompidou rivive al Grand Palais
Una collezione sterminata di disegni del Centre Pompidou rivela la metamorfosi di un medium senza confini. Dal 16 dicembre al Grand Palais, Dessins sans limite racconta la libertà del segno moderno e contemporaneo.
La retrospettiva al Musée du Luxembourg ripercorre l’universo visionario di Leonora Carrington, tra surrealismo, mito ed esoterismo. Dipinti e disegni rivelano una poetica fondata sulla trasformazione e sull’ambiguità delle forme. Un lavoro che anticipa temi centrali del pensiero contemporaneo, dal genere alla libertà dell’immaginazione.